dal 03 Maggio al 07 Luglio 2021

SELVA

L'esperienza si fa spazio

presso il Giardino Rinaldo da Concorezzo della Biblioteca Oriani








Concept

Installazione

SELVA è il risultato di una ricerca architettonica intorno all’esperienza museale: l’installazione nasce dalla volontà di istituire un confronto dialettico tra il percorso descritto dal poeta Dante Alighieri e la sua capacità di essere riprodotto in uno scenario reale, e pertanto compreso e vissuto a pieno dal singolo.

Lo studio DENARA, all’interno del Giardino Rinaldo da Concorezzo, mette in scena un dialogo tra soggetto e oggetto nella quale lo spettatore è immerso in un percorso da affrontare in solitaria, caratterizzato da una forte componente architettonica: nel farlo, la colonna, elemento fondante e appartenente al mondo dell’Architettura, si sostituisce in maniera metaforica al fusto dell’albero. Questa analogia architettonico-naturale è stata più volte teorizzata nella storia dell’Architettura: basti pensare allo storico francese Marc Antonie Laugier quando, nel XVIII° secolo, paragonò la colonna classica all’albero che sosteneva la Capanna Primitiva, matrice naturale del linguaggio architettonico. Ugualmente, gli architetti Pietro Lingeri e Giuseppe Terragni, durante la progettazione del Danteum, museo celebrativo della figura di Dante, adottano questo stesso espediente: nel disegnare la spazio che avrebbe dovuto simulare lo smarrimento di Dante all’interno della Selva, predispongono 100 colonne granitiche e massicce che avrebbero dovuto intimorire e rendere impervio l’attraversamento al visitatore.

Il Danteum non verrà mai costruito, ma ciò che rimane del progetto è l’approccio multidisciplinare con cui gli architetti hanno stravolto il significato classico dello spazio-museo, elevando lo spettatore ad elemento attivo all’interno del museo. Allo stesso modo, l’intento architettonico su cui basa l’installazione all’interno del giardino proviene anche da esperienze del teatro d’avanguardia situazionista, nella quale la linea sottile che separa palco e platea viene eliminata, e lo spettatore diviene protagonista.

PiantaGiardino Rinaldo da Concorezzo

Un importante esempio in questo senso, tutto ravennate, consiste nelle passeggiate del drammaturgo Marco Martinelli e dell’attrice Ermanna Montanari nella loro rappresentazione teatrale “La Divina Commedia: 2017-2021” per le strade di Ravenna. L’evento teatrale consiste in una messa in scena delle tre cantiche nel paesaggio cittadino, nella quale realtà ed immaginazione, testo e recitazione, ma soprattutto pubblico e attori, si fondono in un unico risultato. Similmente il progetto SELVA si configura come un’esperienza spaziale in cui il visitatore è elemento attivo dell’installazione.

All’ingresso del giardino dall’ex Piazza Dante, oggi Piazza San Francesco, o dal lato del Quadrarco di Braccioforte, il visitatore come nella Divina Commedia, si trova in una selva di colonne. Queste, agiscono da espediente metaforico nel replicare la fitta Selva, e si dispongono all’interno del giardino secondo una concentricità che ha centro nella tomba del Poeta. La concentricità è un elemento organizzatore ricorrente nell’Opera: i gironi dell’Inferno, le terrazze del Purgatorio e le sfere del Paradiso sono tutti concentrici. Il senso di smarrimento che prova Dante all’interno della Selva, oltre a essere dato dal numero di queste e dalla densità, è qui espresso dal rivestimento delle colonne in una pellicola a specchio, che tramite un gioco di riflessioni dell’ambiente circostante, disorienta ed inganna il visitatore, ma che incuriosito dall’artificio e guidato da una curiosità simil-peccaminosa, è invogliato ad inoltrarsi sempre di più, fino a cadervi.


“All’origine della commedia c’è un uomo perduto in una selva.

È la Selva oscura delle sue paure, della sua disperazione, dei suoi errori.”

Martinelli M., Nel Nome di Dante. 2019

Sezione trasversaleGiardino Rinaldo da Concorezzo
Sezione longitudinaleGiardino Rinaldo da Concorezzo

Pensando al peccato e alla perdita di sé, quanto all’oscurità del bosco, è impossibile non pensare a Twin Peaks ed in particolare alla perdizione dell’agente Dale Cooper prima nella Foresta e poi nella Black Lodge. Nell’episodio finale della II° stagione la Perdizione e la Paura, l’Inquietudine e l’Oscurità assumono uno spazio tridimensionale e labirintico, dove solo una parvenza di mobilità cela un’inesorabile impossibilità d’uscita. Una tenda, qualche comodo arredo ed una parlata demoniaca: nient’altro, eppure l’effetto è indimenticabile.


“Io non so ben ridir com’io v’entrai”

D. Alighieri, Commedia. Inferno, Canto 1,v.10


Così in SELVA, come del resto nel Danteum, vi è una forte trasposizione spaziale: ma mentre le colonne impiegate nel Danteum sono di marmo, materiale pesante che va in conflitto con la leggerezza del vetro usato poi nel Paradiso, qui le colonne sono ricoperte di materiale specchiante, un materiale opaco, che si sottrae all’effetto di trasparenza e chiarezza del vetro, e che è invece capace di annullarsi in favore dell’ambiente circostante così da rendere percepibile ed impercepibile la propria presenza. Lo specchio infatti è un materiale più volte associato al diavolo, dato il suo carattere ingannevole. L’immaterialità dello specchio crea quindi un’ambiguità diretta con l’immaterialità del vetro: i due elementi, per quanto simili, hanno significati totalmente opposti. Il loro legame di natura contraddittoria si riconnette metaforicamente al rapporto Terra-Paradiso e Terra-Inferno, realtà diverse ma estremamente connesse.



REALIZZAZIONE

Le fotografie dell'installazione sono a cura del fotografo Nicola Baldazzi

Ravenna WebTV - Intervista a cura di Chiara Magrini

installazione e rappresentazioni a cura di





in collaborazione con il Comune di Ravenna - Assessorato alla Cultura

presso Biblioteca "Alfredo Oriani"

orari di apertura:

da lunedì a venerdì 8.30-13.30

lunedì / mercoledì / giovedì 15.00-18.30


L'accesso alla sala MOSTRA è consentito al numero massimo di 8 persone in contemporanea

ed è consentito dal solo giardino


per informazioni sulle rappresentazioni o sull'installazione è possibile scrivere a selva2021info@gmail.com